
Leone africano - Panthera leo
Nessun ruggito si alza più nell’aria.
Non fa tremare le prede, non mette in allerta gli altri predatori.
Tuttavia non c’è silenzio.
Se ascolti con attenzione, puoi udire un altro suono. Basso, irregolare, spezzato.
È il suo respiro.
Quel respiro che da’ vita, oggi la sta lasciando andare.
Lo senti?
Era l’ultimo.
Non fa un rumore forte, l’estinzione.
Tutto è nato molto tempo fa, ascoltando una canzone.
Tra l'altro, una canzone che non c'entra nulla con l'Africa e i suoi animali. Semplicemente aveva le sonorità, il ritmo e le parole del testo abbastanza evocativi perché il mio cervello decidesse di lasciarsene ispirare.
E così, ascolto dopo ascolto dopo ascolto, nella mia mente è emersa un'idea. Dal nero che è da sempre sfondo per la mia creazione, quest'idea si è fatta strada e ha preteso di essere vista, guardata, osservata da tutte le angolazioni.

Ed ecco cosa mi ha portato al primo schizzo di questo disegno, quando ancora pensavo di realizzarlo con un formato quadrato.
Dopo aver realizzato il primo schizzo, mi sono concentrata sullo studiare l'anatomia del leone per rendere la sua posizione il più verosimile possibile.
Ho approfondito la mia conoscenza del pelo dei felini e come si trasforma in criniera, e ho cercato di capire l'architettura del naso, così ricca di piani e spigoli interni che a una certa distanza non si notano. Un piccolo capolavoro cesellato.


E poi io e il mio compagno abbiamo fatto un viaggio che volevamo fare da un po', in Sudafrica, dove abbiamo potuto vedere dal vivo questi meravigliosi animali e molti altri.
È stato un privilegio poter osservare coi miei occhi il leone nel suo ambiente naturale.
Ho cercato di fare tesoro di quei momenti.



Riunendo tutto il materiale che avevo preparato, ho iniziato a rifinire l'idea che mi era venuta ed è stato qui che ho deciso di cambiare formato, per dare più importanza e spazio all'ultimo respiro che si perde nell'etere.
Volevo qualcosa di più drammatico del primo schizzo che avevo realizzato, qualcosa che colpisse maggiormente chi l'avrebbe guardato, ma senza essere crudo e violento.
Volevo che il leone emergesse dal fondo scuro, che la sua maestosità ne venisse esaltata.
Volevo nello stesso tempo un quadro quieto, ma d'impatto.
Perché oltre ad essere l'ultimo respiro di questo particolare leone, sono anche gli ultimi respiri della sua intera specie. Una specie in grande pericolo d'estinzione.



Ho lavorato circa 200 ore sul solo quadro definitivo, sempre cercando di renderlo il più vero e reale possibile, per dare un peso maggiore al mio messaggio.
Rendere quel corpo vivo e quel respiro percepibile, per rendersi conto di come tutto possa essere reale: il leone, la morte, il silenzio dell'estinzione.
Spero che questo quadro possa essere di spunto per una riflessione, anche piccola, su cosa significhi essere animali selvatici al giorno d'oggi.
E su come non faccia molto rumore, l'estinzione.
"LA CADENZA DEL SUO ULTIMO RESPIRO"


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Sono Angela Ongaro, artista e insegnante di disegno di Gandino. Disegno e dipingo ciò che mi meraviglia per farti meravigliare insieme a me davanti alle bellezze della Natura.