
Hai mai pensato di tenere un taccuino?
Devo ammettere che io, fino a non molti anni fa, non sono mai stata entusiasta all'idea di averne uno dove disegnare.
Preferivo la libertà dei fogli sciolti, di poter buttare quello che non mi piaceva (o per lo meno di non dover vedere tanti disegni ben riusciti e un paio che rovinavano l'insieme) e tenere così tutto "in ordine".

Non che i fogli sciolti abbiano perso il loro fascino, intendiamoci. Tuttora li preferisco, soprattutto se devo fare degli schizzi rapidi con cui fermare le prime idee. O i miei quadri definitivi.
Ma cambiando un pochino il mio approccio all'oggetto taccuino, ho iniziato a integrare con discreto successo e soddisfazione qualche sketchbook nella mia vita d'artista.
Direi che tutto è iniziato in Irlanda, nel 2018.
Io e il mio compagno siamo andati in vacanza lì e, come al nostro solito, abbiamo viaggiato in lungo e in largo, cambiando posto dove dormire ogni notte. Questo si è tradotto nel portarsi dietro meno cose possibile, soprattutto per evitare di perderle durante l'arco del viaggio.
Però io volevo avere qualcosa per disegnare, nel caso avessi trovato dei soggetti interessanti.
Ed è stato così che ho messo in valigia per la prima volta il taccuino che ancora mi accompagna durante i nostri viaggi (ormai due terzi son pieni!) e una matita micromina.
La voglia di disegnare in viaggio mi ha portato
a cambiare le mie abitudini.
La voglia di disegnare in viaggio mi ha portato a cambiare le mie abitudini.
Certo, non sono felicissima di un paio di pagine iniziate e mai potute finire di poiane e gabbiani (Siamo alle solite… appena si accorgono che li stai ritraendo fanno i preziosi!), ma tutto sommato posso dire di aver cambiato le mie aspettative.
E direi che è questo il punto principale: le aspettative che abbiamo.


Andando in viaggio e avendo poco tempo per ogni disegno, ho dato priorità ad altro rispetto all'avere un bel disegno finito.
Volevo fermare su carta quello che stavo vedendo, come lo stavo vedendo (o quanto di più simile riuscissi a ottenere), per non dimenticare quel momento.
La mia priorità era diventata il poter ricordare.

Avendo cambiato ciò che per me era importante ottenere, anche le mie aspettative si sono adeguate di conseguenza: mi è impossibile fare un disegno completo di chiaroscuro con vari strati di matita che sembri balzare fuori dalla pagina in 20 minuti massimo, quando sono sul ciglio di una scogliera o sto ritraendo un pulcinella di mare e c'è una barca che non aspetta certo te per salpare dall'isola. E va bene così.
Quelli più rifiniti sono i disegni che faccio poi in studio, con calma. Oppure con soggetti che non si muovono o quando ho tutto un pomeriggio per disegnare senza fretta.
Ma in viaggio…
In viaggio disegnare diventa tutta un'altra cosa.
Ed è stato così che ho iniziato a pensare al taccuino come a un contenitore di momenti, piuttosto che di bei disegni. A una sorta di album dei ricordi.



Un'avventura tira l'altra e, quando poi mi è capitato di imbattermi nel #the100dayproject e di decidere di parteciparvi, ho subito cercato uno sketchbook e non un album di fogli che avrei potuto staccare. Perché?


Perché ormai avevo cambiato il mio modo di pensare.
Quindi passare dal "contenitore di momenti" al "raccoglitore di studi" c'è voluto poco. Anzi, in realtà non l'ho nemmeno deciso razionalmente, l'ho fatto e basta.
Il "progetto dei 100 giorni" è stato davvero utile per molte cose (qui puoi leggere quello che ho imparato), ma ha anche rafforzato ulteriormente la mia conoscenza con questo strumento e la sua versatilità.
Durante quelle giornate ho potuto vedere come il raccogliere tutti gli schizzi in un unico taccuino mi sia stato utile per vedere proseguire il progetto e voler continuare a migliorare rispetto a quello che avevo disegnato il giorno prima. Era una sfida con me stessa, ma anche a trovare nuovi elementi naturali interessanti da disegnare e studiare.
Perché un'altra priorità che ora il mio taccuino
racchiude, è quella di dare spazio alla
curiosità.
Continuare a disegnare per migliorare la tecnica di disegno e rendere i tratti più realistici è molto soddisfacente, ma ho visto che per me la curiosità di vedere come sono fatti fiori, piante e animali è fortissima.
E quando la assecondo, scopro cose meravigliose e passo il tempo amando ogni singolo istante.
Quindi…
Sii curioso, scoprirai meraviglie.
"Lungo il sentiero…"
è un percorso online che nasce per permetterti di continuare a migliorare nel disegno e nello stesso tempo scoprire di più del mondo che ti circonda.
Trovi anche una prova gratuita di 2 giorni, così potrai dare un'occhiata all'interno e capire se fa per te e se ti può piacere com'è strutturato.
Spero di vederti presto nel gruppo!

2 giorni di
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Sono Angela Ongaro, artista e insegnante di disegno di Gandino. Disegno e dipingo ciò che mi meraviglia per farti meravigliare insieme a me davanti alle bellezze della Natura.