
Capita spesso che durante le mie mostre o i corsi che tengo mi venga chiesto che percorso di studi ho seguito per fare l’artista, e oggi ho deciso di raccontarlo anche qui.
Da piccola mi piaceva disegnare, ma non credo di aver mai spiccato in questa attività. Ricordo una frase che mia mamma mi disse, ormai già grande: “Fino alle scuole medie nessuno avrebbe detto che avresti fatto l’artistico”.
Probabilmente ci è voluto un po’ prima di mostrare questo mio interesse nel disegno e nella pittura, ma credo che una certa influenza possa averla avuta mio nonno paterno, Giuseppe Ongaro, in arte Pino da Gandino.

È morto che non avevo ancora otto anni, ma rammento ancora alcuni momenti passati nella stanza che aveva adibito a studio di pittura. Ricordo soprattutto gli scaffali con sopra mille scatole e tubetti di colore, il cavalletto al centro della stanza con un quadro iniziato e lui seduto davanti. Il quadro aveva tanto verde, era uno dei paesaggi che tanto amava dipingere.
E l’odore.
Ricordo soprattutto l’odore di olio di lino.
Essendo stata così piccola all’epoca ho solo qualche sprazzo di memoria, ma ricordo anche che mi lasciava prendere delle tavolette di compensato per dipingerci sopra. Usavo tutto ciò che c’era a disposizione (e che mi dava il permesso di utilizzare) per provare a rendere reali le immagini che avevo in mente.
Semplici paesaggi disegnati da una bambina, per lo più.
Mescolavo un verde che stava utilizzando anche lui e creavo una striscia orizzontale per il prato, poi prendevo i pastelli morbidi per i tocchi di giallo e rosso dei fiori. Infine, dato che non c’era altro colore disponibile (perché il nonno in quel momento aveva solo i verdi sulla sua tavolozza), dipingevo il cielo verde petrolio con la pittura a olio.
Credo sia iniziata così.
La curiosità. Vedere cosa sarei riuscita a creare.
E poi ci sono state le scuole elementari e medie, con le insegnanti che ci facevano fare tanti lavoretti e studiare cose man mano più complesse.
Ricordo che alle medie abbiamo provato davvero molte tecniche diverse, e la professoressa ci spiegava anche chi le aveva utilizzate e perché erano importanti.
E in questo periodo ero veloce. Molto veloce.
Probabilmente la curiosità che era nata quand’ero piccola, unita a tutte quelle prove con le varie tecniche artistiche, mi aveva sbloccato qualcosa. Da lì ho iniziato a disegnare anche oltre i normali compiti di scuola, soprattutto con la matita di grafite.
La conseguenza è stata che, nel momento in cui alla fine delle medie si riceveva un suggerimento su come continuare il proprio percorso di studi, io ho ricevuto la scritta specifica “Liceo Artistico”.
E così è stato.
Tra i vari indirizzi che c’erano all’epoca al Liceo Artistico Statale di Bergamo (oggi Liceo Artistico Manzù) ho scelto il tradizionale.
Quello che ha fatto pendere l’ago della bilancia a favore di questo indirizzo è stato il fatto che più di metà delle 40 ore settimanali erano di pratica. Spaziavo tra lezioni di disegno, anatomia, scultura, architettura, pittura, e anche altro.
Io volevo fare pratica, e questa era la scelta migliore.
Ho avuto l’opportunità di imparare a progettare (sia in disegno e pittura, sia in architettura e scultura), per poter togliere le idee che avevo nella mente e trasferirle nella materia.
Ho potuto provare la tecnica del disegno a matita e a carboncino, con matite colorate e pastelli a olio, oltre alla pittura con acquerello e tempera. Ho provato a scolpire con l’argilla e a fare calchi in gesso per creare statue, oltre a qualche piccolo progetto di vetrofusione e decorazione di specchi.
Tutto ciò che imparavo mi affascinava.
Alla fine anche gli anni del liceo sono terminati ed è arrivato il tragico momento della scelta dell’università.
Non avevo la più pallida idea di cosa fare.
Insieme ai miei compagni di classe, mi sono informata presso altre ragazze che avevano iniziato già da un anno o due l’Accademia di Belle Arti di Bergamo e quella di Milano.
Ciò che sentivo non mi piaceva neanche un po’: professori che dicevano “Fate, datevi da fare” e poi aprivano il giornale e si mettevano a leggere; corsi incentrati su video e performance, e tecniche moderne.
Nulla di tutto ciò mi interessava minimamente, e non volevo certo sprecare il mio tempo con qualcuno che non mi insegnava.
Dopo aver cercato che alternative ci fossero all’Accademia, ho incrociato la strada del restauro.
Ammetto che non è mai stata la mia prima scelta: io volevo disegnare.
Però nell’offerta delle università era quanto di più vicino a quello che volevo fare io, cioè imparare le vecchie tecniche artistiche.
Io volevo migliorare a disegnare e capire come dipingere, volevo la conoscenza tecnica e pratica.
Quindi mi sono informata sulle varie proposte e mi sono iscritta a Restauro alla Libera Accademia di Belle Arti di Brescia.
È stato un cambiamento interessante e sono molto felice di tutto ciò che ho imparato sulle tecniche antiche (perché in restauro come prima cosa devi capire come creavano le opere, per poi poterle restaurare) e su come conservare le opere d’arte.
Tutt’oggi mi rendo conto che è una conoscenza che pochi artisti hanno (e magari non se ne preoccupano nemmeno troppo). Per me è importantissimo fare in modo che un’opera da me creata duri a lungo nel tempo: un po’ perché mi piange il cuore pensare che si rovini dopo tutta la fatica fatta nella sua creazione e un po’ per rispetto nei confronti di chi l’acquisterà e vorrà averla con sé nella propria vita.
L’università di Restauro mi ha dato una buona base di conoscenze al riguardo, che io integro tuttora nelle mie creazioni.
Soprattutto dopo aver visto come arrivavano in laboratorio certi poveri dipinti… mi vengono i brividi ancora oggi!
Durante il periodo universitario ho avuto l’occasione di andare a bottega dal Maestro d’arte Pietro Castelli, in arte Pierino da Treviolo, che è stato maestro anche di mio nonno paterno (all'epoca l'allievo era più anziano del Maestro).

In un certo senso si è chiuso un cerchio: quand’ero piccola era mio nonno ad andare dal Maestro a imparare a dipingere a olio; poi, una volta cresciuta, sono andata anch’io per la stessa ragione.
Pietro è un maestro nella pittura realistica a olio e quando, dopo un test d’ingresso, mi ha accettato nella sua scuola non potevo crederci!
Da lì ho iniziato ad andare in studio da lui insieme agli altri allievi quasi ogni sabato pomeriggio per 4 ore (esami universitari permettendo) per imparare.
Ho trovato un gruppo di persone gentili e curiose, ognuno che seguiva la sua ispirazione nel creare dipinti e disegni realistici, col maestro che ci insegnava e aiutava a migliorare.
Lì con loro ho avuto la possibilità di imparare a dipingere a olio, a incidere l’acquaforte e a creare i miei colori personalmente. E a rallentare, mettendo tanta cura in ogni disegno e dipinto.
Ho avuto la possibilità di scegliere cosa creare, e il supporto del gruppo e del maestro quando decidevo di osare un po’ col dipinto successivo. E quello dopo ancora, e ancora.
Dopo qualche anno, finita ormai l’università e avendo cercato infruttuosamente un posto di lavoro nel campo del restauro, ho deciso di tornare alla mia idea iniziale.
Volevo disegnare e dipingere, e così avrei fatto.
Sono quindi tornata al mio grande amore, la Natura, e continuo tuttora a immortalarne la bellezza con la tecnica del disegno e della pittura realista naturalista.





Da allora mi sono dedicata ai miei quadri, ho partecipato a varie mostre personali e collettive e a concorsi internazionali.
Ho continuato a imparare e, quando mi capita l’occasione, seguo brevi corsi e workshop di altri artisti nazionali e internazionali, per scoprire tecniche nuove o nuovi modi di usare qualcosa che già conosco.
E dal 2018 tengo anch’io corsi di disegno in presenza, online e all’aperto, perché voglio aiutare altre persone a imparare la tecnica e a scoprire quanto è bello disegnare e poter ritrarre il mondo che ci circonda.
Spero di aver soddisfatto la tua curiosità riguardo il mio percorso di studi, che è unico, così come quello di ogni altro artista.
I percorsi sono fatti soprattutto dalle scelte personali di ognuno, che dovrebbero seguire le nostre inclinazioni e passioni. Non c’è un percorso uguale o migliore per tutti.
E non è neanche detto che se non si seguono le scuole quando si è giovani non si possa imparare a disegnare e dipingere!
Come ho già detto, ognuno di noi è unico, così come il nostro percorso.
Se vuoi scoprire altro sul mio lavoro, il suo dietro le quinte, le prossime mostre, come realizzo i miei quadri e i corsi di disegno, puoi iscriverti alla mia Newsletter. Ci trovi anche curiosità e approfondimenti sul mondo dell’arte e della natura, per aiutarti a riscoprire il Bello e sentirti più ispirato ogni giorno.

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Sono Angela Ongaro, artista e insegnante di disegno di Gandino. Disegno e dipingo ciò che mi meraviglia per farti meravigliare insieme a me davanti alle bellezze della Natura.