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Angela Ongaro Art

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3 Giugno 2024

Come si dovrebbe incorniciare un dipinto a olio

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Se ti stai chiedendo come incorniciare un dipinto a olio (che sia stato fatto su tela oppure su una tavola di legno), sappi che ha bisogno praticamente solo di una cornice. Niente vetro, niente passe-partout come per i disegni. Ora ti spiego perché.

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Elementi usati per l'incorniciatura di un dipinto a olio

Niente vetro su un dipinto a olio!

Capita di pensare che un dipinto a olio abbia bisogno della protezione del vetro, oltre che della cornice, ma non c’è nulla di più sbagliato.

La pellicola pittorica, cioè lo strato di colore del dipinto, ha la sua protezione nella vernice che va stesa a dipinto ultimato e ben asciutto. Quindi non necessita di altra protezione, al massimo di un controllo ogni tanto nel corso degli anni per verificare che questa svolga ancora la sua funzione.

Per aiutare la vernice nella sua opera di protezione negli anni a venire, si può spolverare delicatamente la superficie del dipinto una volta a settimana con panni morbidi e asciutti, senza nessun prodotto sopra.

Niente carta sul retro

Capita che certi corniciai suggeriscano - o appongano direttamente - di chiudere il retro del dipinto a olio su tela con un foglio di carta, a volte decorata. L’idea è quella di tenere lontana la polvere, che non è sbagliata di per sé, anzi.

Però questo metodo non è l’ideale, perché blocca il passaggio di aria e crea un cosiddetto “microclima stabile”, che consente a microrganismi vari di proliferare. In poche parole, un domani togliendola potresti trovare il retro del dipinto pieno di muffa!

È meglio evitare una chiusura di questo tipo e piuttosto optare per una spolveratura settimanale dell’intero quadro, che è l’ideale per la sua conservazione.

Per il retro del dipinto puoi usare sempre dei panni morbidi (senza prodotti applicati) nel caso di un dipinto su tavola, e aggiungere un pennello morbido per aiutarti con gli angoli e anche una passatina a potenza molto bassa con un’aspirapolvere, nel caso di dipinti su tela.

Perché mettere la cornice a un dipinto a olio

Esistono molti modelli di cornici tra cui scegliere, ma oltre al motivo estetico per cui una cornice riveste una certa importanza per un dipinto, ce n’è anche uno pratico.

La cornice è una protezione per il dipinto, che sia su tela o su tavola: protegge la parte più a rischio di danni meccanici e cioè i bordi e, soprattutto, gli angoli.

Può capitare che un quadro subisca danni dovuti a una caduta (perché non appeso bene alla parete) o a spostamenti maldestri (ad esempio durante un trasloco).

Se è presente una cornice, sarà quest’ultima ad accusare il grosso del colpo dovuto alla caduta, e molto meno le tavole del dipinto o il telaio su cui è fissata la tela del quadro.

Quindi potrebbe non essere necessario, soprattutto se si è trattato di una cosa minima, dover raddrizzare il supporto del dipinto (cioè la tavola o la tela). Questo è un lavoro che può risultare rischioso (soprattutto con quadri più fragili o antichi), perché potrebbe perdersi parte del colore se non eseguito con accortezza (meglio rivolgersi ai professionisti del settore, i restauratori, per lavori di questo tipo).

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Il passe-partout è necessario come per i disegni?

Per quanto riguarda i dipinti a olio su tela o tavola, la scelta di mettere il passe-partout o meno è puramente estetica.

Personalmente preferisco dei modelli di passe-partout in legno, che diventino un pezzo unico con la cornice (come l’asta bianca con la riga argentata che vedi in foto, tra dipinto e cornice, che sembra essere parte del modello stesso della cornice).

Modelli di cornice che accumulino meno polvere possibile

Cerca di evitare modelli di cornice che facilitino l’accumulo di polvere sul dipinto. Non sto parlando di quelle cornici molto lavorate e ricche di decori a rilievo, ma di altri modelli molto più minimalisti molto di moda oggi: le cornici a cassetta americane.

Intendiamoci, la polvere che si accumula nei decori di una cornice non è comunque il massimo (sarebbe sempre meglio tenere ben spolverato il tutto), ma non è così dannosa in maniera diretta sul dipinto a olio come l’altro modello di cornice.

La cornice a cassetta americana ha un grosso problema: lascia una fessura di spazio tra il bordo del dipinto e l’asta della cornice. Spesso è talmente stretto che non è possibile inserire nemmeno un piccolo pennello per aiutarsi a rimuovere la polvere accumulata. E questo è estremamente rischioso, poiché la polvere (per sua natura un misto di sostanze) fornisce cibo a molti microrganismi, tra cui le muffe, e a insettini vari.

Una volta che la muffa ha attecchito sulla tela o la tavola del dipinto, è molto difficile da rimuovere, e ci vuole uno studio delle sostanze adatte da utilizzare su ogni singolo quadro (in questo caso è bene rivolgersi a un restauratore professionista ed evitare il fai da te, soprattutto se si tiene al dipinto).

Se proprio non vuoi rinunciare a questo modello di cornice, cerca almeno di fare in modo che il corniciaio che te la preparerà lasci uno spazio sufficiente tra il bordo del dipinto e l’asta della cornice per poter passare con un pennello per rimuovere la polvere (puoi sempre aiutarti con un’aspirapolvere a bassa potenza).

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Feltrini agli angoli della cornice

Come sempre ti consiglio di mettere dei feltrini dietro gli angoli della cornice per distanziarla dal muro, così che l’aria passi dietro il dipinto e non si venga a formare quel microclima stabile di cui ti parlavo sopra, che causa tanti tipi di problemi.

Ti saranno d’aiuto anche in caso di umidità, perché può capitare che la cornice e il retro del dipinto assorbano l’umidità presente nel muro (soprattutto se questa è molta), rischiando di rovinarsi irreparabilmente se è una situazione ripetuta nel tempo.

I feltrini creano quel minimo di distanza che aiuta a prevenire queste problematiche (puoi anche metterli doppi, se ti accorgi che uno solo non distanzia a sufficienza nel tuo caso).

Io ad esempio applico sempre i feltrini alle cornici dei miei dipinti, oltre all’attaccaglia per appenderli, in modo che chi li acquista non si debba preoccupare d’altro che di appendere il suo nuovo quadro alla parete e ammirarlo felice.

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Vuoi saperne di più su come proteggere e allungare la vita ai tuoi quadri? Ho preparato questa piccola guida per te:

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Angela Ongaro
Mi presento sono Angela Ongaro, artista e insegnante di disegno. Vivo immersa nei paesaggi montani della Valle Seriana, tra torrenti e sentieri e boschi e laghi. Qui ho imparato a conoscere il potere e la bellezza della natura. Un tesoro che appartiene a tutti noi e in cui tutti possiamo sentire di appartenere a qualcosa. Il nostro mondo. Con tutte le sue meraviglie.
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