Angela Ongaro Art

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14 Settembre 2022

Come incorniciare una stampa Fine Art Giclée?

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Incorniciare una stampa Fine Art Giclée per farla durare a lungo nel tempo

Spesso quando ci si appresta a incorniciare una stampa d'arte si fa più attenzione al colore o al modello della cornice che a tutto il resto.

Per capire come è meglio incorniciare la tua stampa è però molto importante domandarsi: “voglio che duri nel tempo?”

La risposta farà da guida a tutte le scelte successive.

Vuoi che continui a rendere bello ed elegante, pieno di pace, il tuo spazio a casa o al lavoro?

Se è così, per incorniciare una stampa Fine art Giclée in modo che duri nel tempo hai bisogno di vari materiali con alcune caratteristiche precise.

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Elementi usati per il montaggio di una stampa su carta

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CORNICE

Solitamente lignea, ne esistono anche di altri materiali: plastiche, metalli, paste di legno, resine varie.

Tieni presente che alcuni dei materiali utilizzati per produrle non sono inerti, cioè possono interagire con i componenti della stampa, anche se visivamente può non notarsi immediatamente. Al momento il miglior materiale per le cornici resta il legno (possibilmente non resinoso).

La cornice deve essere abbastanza profonda per contenere vetro, passe-partout, stampa, foglio anti-acido e pannello di chiusura (circa 1,5-2 cm in totale).

Bisogna anche fare attenzione al tipo di attaccaglia che verrà fissata alla cornice: deve reggere il peso della stampa incorniciata.

Ultimamente c’è la moda di esporre i disegni o stampe tra due vetri (o plexiglas), oppure di incollarli su tela e intelaiarli, per evitare l’incorniciatura.

Sono entrambi metodi che sconsiglio.

Racchiudere una stampa su carta dentro due lastre di vetro (o plexiglas) non consente una buona traspirazione e la carta col tempo andrà a soffrirne.

Invece incollare la carta sulla tela causerà, nel tempo, degli strappi sul foglio. Questo avviene perché si impedisce il naturale movimento di assestamento della carta.

Con i normali cambiamenti di umidità e temperatura che avvengono nell’arco delle giornate e delle stagioni, tela e carta hanno dei movimenti, seppur minimi. Non sono materiali statici.

Il problema consiste nel diverso movimento delle fibre dei due materiali: mentre le une si accorciano, le altre si allungano. Avere incollato il foglio sulla tela impedisce quindi il naturale movimento di assestamento delle fibre, provocando danni alla struttura della carta, fino ad arrivare allo strappo del foglio a causa di queste tensioni.

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VETRO

Il vetro protegge la stampa da molte cose, tra cui polvere, urti accidentali, prodotti delle pulizie mal utilizzati.

La polvere è fonte di vari tipi di degrado: fornisce cibo per microrganismi che causano danni alla carta, crea un accumulo di particelle di umidità concentrato in aree ristrette, e altro ancora.

Quindi sarebbe bene evitare che si accumuli sulla superficie dell’opera.

Il vetro protegge anche da urti accidentali che potrebbero causare macchie o graffi sulla stampa, oltre ad essere una protezione anche nei confronti di una pulizia non troppo attenta.

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PASSE-PARTOUT

Ultimamente non va molto di moda utilizzare il passe-partout: è considerato “vecchio”, ma si tratta di un elemento molto importante per la conservazione delle stampe su carta.

Serve a proteggere la stampa dall’eventuale condensa che si può formare all’interno del vetro, a causa dell’umidità. Se il foglio di carta fosse a contatto diretto col vetro assorbirebbe la condensa e questa umidità porterebbe a delle macchie antiestetiche e a una serie di degradi di vario tipo.

Inoltre il passe-partout serve per far risaltare esteticamente l’opera all’interno della cornice.

Ne esistono di vari tipi, materiali e colorazioni. Potresti trovarne qualcuno che ti piacerà. Io ad esempio non ne ero molto entusiasta, poi ho trovato un bellissimo passe-partout nero con anima bianca e ora lo uso molto spesso, sia per i miei disegni sia per le mie stampe.

È importante che il materiale di cui è composto un passe-partout sia 100% cotone, senza acidi.

Se non si volesse utilizzare il passe-partout, esistono dei distanziatori che consentono di mantenere un minimo di distanza dal vetro senza essere visibili. Anche in questo caso, fai attenzione che siano fatti con materiali senza acidi.

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FOGLIO ANTI-ACIDO

Si tratta di un foglio di un certo spessore con pH neutro o che contiene una riserva di sostanze alcaline.

Queste sostanze vanno a contrastare l’eventuale presenza di acidi contenuti nei materiali con cui è venuta in contatto la stampa o che possono essere presenti negli altri materiali del montaggio.

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PANNELLO DI FONDO O DI CHIUSURA

Si tratta di un pannello che deve appunto “chiudere” il montaggio.

Spesso viene utilizzata della masonite per questo compito, ma si tratta di un materiale composto da schegge di legno e colle che contengono acidi, e che quindi andranno a interagire negativamente con la carta della stampa.

L’ideale, anche in questo caso, è utilizzare materiali non acidi come pannelli di fondo.

Conclusioni

Molti corniciai ormai sono attrezzati con i materiali per un montaggio conservativo, ma spesso devi essere tu a richiederlo espressamente.

Tieni presente che negozi come Leroy Merlin e simili, che vendono cornici a poco prezzo, non utilizzano materiali conservativi.

Personalmente consiglio sempre, se si tiene alla stampa, di spendere qualcosa in più, ma essere molto più tranquilli riguardo il risultato finale. Molte volte, tra l’altro, i montaggi conservativi non hanno bisogno di materiali estremamente costosi.

Promemoria

Nell’arco di una decina d’anni è possibile dover sostituire alcuni materiali dell’incorniciatura. Questo perché i materiali invecchiano e non svolgono più la loro funzione come all’inizio. Ad esempio, la carica alcalina per contrastare gli acidi si va esaurendo nel tempo.

Ricorda quindi di controllare ed eventualmente sostituire passe-partout, foglio anti-acido e pannello di chiusura.

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Angela Ongaro
Mi presento sono Angela Ongaro, artista e insegnante di disegno. Vivo immersa nei paesaggi montani della Valle Seriana, tra torrenti e sentieri e boschi e laghi. Qui ho imparato a conoscere il potere e la bellezza della natura. Un tesoro che appartiene a tutti noi e in cui tutti possiamo sentire di appartenere a qualcosa. Il nostro mondo. Con tutte le sue meraviglie.
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